Russamento ed apnee ostruttive del sonno – Terapia con MAD

RUSSAMENTO ED APNEE OSTRUTTIVE DEL SONNO
Terapia con MAD

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è una condizione in cui il respiro si interrompe per brevi periodi durante il sonno.

Chi è affetto da OSAS, mentre dorme, ha molti periodi in cui il respiro si ferma per diversi secondi. Di solito si sveglia brevemente, senza accorgersene, dopo ogni interruzione della respirazione per poi ricominciare a respirare. Quasi sempre non ricorda le volte in cui si è svegliato.

L’OSAS è una patologia diffusa, ma poco conosciuta e spesso sottovalutata, che può avere però effetti molto gravi sulla salute.

Ne sono affetti soprattutto soggetti in sovrappeso, uomini di mezza età e soggetti che russano rumorosamente durante la notte. Tuttavia la patologia può colpire chiunque sia uomini che donne.

Il ripetersi di questi eventi altera la struttura del sonno che risulta così frammentato e poco riposante.

I principali sintomi dell’OSAS sono:

  • russamento
  • sensazione di soffocamento
  • eccessiva sonnolenza diurna
  • eccessivi movimenti durante il sonno
  • apnee notturne (riferite dal partner)
  • calo della memoria e ridotta capacità di concentrazione
  • cefalea al risveglio
  • calo del desiderio
  • depressione ed irritabilità
  • ipertensione.

Non è facile accorgersi di soffrire di OSAS  anche perché spesso alcuni sintomi, come sonnolenza diurna o russamento, possono essere imputati a episodi occasionali.

Solitamente sono i partner ad accorgersi del problema perché notano un frequente russamento, una sospensione della respirazione per alcuni secondi, e, nei casi più gravi, risvegli bruschi causati da fenomeni assimilabili al soffocamento. In genere, al mattino, il paziente non è consapevole di essersi svegliato più volte durante la notte.

Per le persone che vivono da sole il primo sintomo riconducibile all’apnea notturna è la sonnolenza diurna, che potrebbe interferire con le normali attività quotidiane e lavorative perché il paziente potrebbe addormentarsi mentre guarda la televisione, guida o durante una riunione e ha scarsa capacità di concentrazione.

L’OSAS è considerata una patologia cronica invalidante tanto da dare diritto all’invalidità.

Tra i fattori che possono contribuire all’insorgenza dell’OSAS troviamo:

  • L’aumento significativo di peso o l’obesità
  • Il consumo di alcool
  • L’abitudine al fumo
  • L’uso di farmaci rilassanti che inducono il sonno
  • L’età avanzata
  • La menopausa.

E’ importante anche evidenziare che esiste una relazione tra insonnia ed apnea notturna. In particolare, gli studi dimostrano che:

  1. il 30-50% dei pazienti che soffre di osas presentano anche sintomi di insonnia  e
  2. il 30-40% dei pazienti con insonnia cronica soffre anche di apnee notturne.

Terapie OSAS

Le terapie che si possono seguire, una volta che la patologia è stata confermata tramite polisonnografia, variano in base alle necessità e alla gravità.

Nei casi meno gravi potrebbe essere sufficiente perdere peso corporeo.

Nei casi moderati o gravi si può intervenire con:

  • Dispositivi chiamati CPAP : strumenti che insufflano aria a pressione positiva costante impedendo il collasso delle vie aeree durante il sonno
  • Intervento chirurgico: per eliminare difetti anatomici o anomalie a livello delle vie aeree così da ampliare lo spazio per il passaggio dell’aria
  • Terapia posizionale: indossando dei correttori di posizione che inducono il paziente a dormire su un lato e non in posizione supina.
  • MAD (dispositivo di avanzamento mandibolare): sono dei sofisticati apparecchi dentali da indossare durante le ore di sonno che, avanzando la posizione della mandibola, aumentano la pervietà delle vie respiratorie e riducono la resistenza al passaggio dell’aria. In questo modo si ha un miglioramento del flusso aereo, dell’ossigenazione del sangue e della qualità del sonno. Tali ausili risultano particolarmente efficaci in pazienti con OSAS di entità lieve – moderata, con componente posizionale ed in coloro che risultano insofferenti alla terapia ventilatoria con CPAP. È un trattamento in grado di risolvere in modo non invasivo i disturbi respiratori ostruttivi del sonno secondo le più attuali linee guida nazionali ed internazionali. Il trattamento con gli avanzatori mandibolari MAD è generalmente  ben accettato dai pazienti: non è invasivo, rappresenta una valida alternativa alla CPAP nei pazienti intolleranti, può essere trasportato ovunque facilmente e i risultati positivi della terapia sono apprezzabili dal paziente nel giro di poco tempo.

Bambini e OSAS

Nei bambini le apnee ostruttive possono essere provocate da un ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi oppure da alcuni difetti congeniti o da problematiche odontoiatriche. Tale condizione è presente nel 2-5% dei bambini di ogni età, ed è più frequente nei bambini tra i 2 e i 6 anni.

I segnali che possono far sospettare i genitori che il proprio bambino soffra di apnee durante il sonno sono:

  • Russamento abituale
  • Sonno agitato
  • Tendenza a respirare con la bocca aperta
  • Enuresi notturna (pipì a letto)

I sintomi diurni possono comprendere:

  • mal di testa mattutino frequente
  • difficoltà a concentrarsi
  • difficoltà nell’apprendimento
  • iperattività, aggressività.

Alcuni bambini potrebbero anche presentare problematiche legate alla normale crescita fisica.

Tra i fattori di rischio che potrebbero contribuire all’insorgere di OSAS troviamo :

  • L’ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi
  • Asma
  • Anomalie cranio-facciali
  • Obesità
  • Sindromi genetiche

In caso si sospetta OSAS, il genitore deve rivolgersi al pediatra per accertare la sintomatologia e intraprendere il percorso di cura più idoneo. L’esame per accertare le apnee notturne è la polisonnografia pediatrica, un esame non invasivo e non doloroso che si può svolgere direttamente a casa.
Una volta accertata la presenza dell’OSAS, le terapie possibili da adottare sono:

  • Asportazione delle tonsille e delle adenoidi
  • Apparecchi ortodontici che espandono il palato
  • Terapia con CPAP
  • Nei casi più lievi è possibile seguire una terapia basata sull’utilizzo di cortisonici per uso nasale per un periodo di tempo breve.
Facebook
Instagram